Le associazioni tibetane in Italia denunciano il “genocidio culturale” in atto e lanciano un appello urgente al Governo e alla società civile: “Non restate in silenzio di fronte alla distruzione del Tibet”.
ROMA – In occasione del 10 marzo, i tibetani di tutto il mondo e le organizzazioni pro-Tibet si riuniscono per commemorare il 67° anniversario della rivolta nazionale del 1959 contro l’occupazione cinese. A Roma, la comunità tibetana e diverse sigle associative hanno organizzato una manifestazione per denunciare l’aggravarsi della repressione politica, culturale e ambientale sull’altopiano.
Una crisi che peggiora ogni giorno
Secondo quanto riportato nel manifesto ufficiale dell’evento, la situazione in Tibet ha raggiunto livelli critici. Tra i punti principali della denuncia figurano:
- Repressione Culturale e Linguistica: L’abolizione dell’insegnamento della lingua tibetana e l’uso di “scuole residenziali” obbligatorie per favorire l’assimilazione forzata dei bambini tibetani nella cultura Han.
- Danni Ambientali Irreversibili: La costruzione della superdiga di DEGE sul fiume Brahmaputra, in un’area ad alto rischio sismico, che minaccia di cancellare antichi monasteri e interi villaggi.
- Violazione dei Diritti Umani: Oltre 1.000 arresti recenti legati alle proteste contro i progetti idroelettrici e il continuo ricorso a campi di lavoro forzato e torture per dissidenti, monaci e artisti.
- Il dramma delle auto-immolazioni: Un bilancio tragico che conta 158 tibetani che si sono dati fuoco negli ultimi anni come estrema forma di protesta.
Le richieste della Comunità Tibetana
Le associazioni firmatarie (tra cui la Comunità Tibetana in Italia, l’Associazione Italia-Tibet e l’Associazione Marco Pannella) chiedono con forza alla Repubblica Popolare Cinese di riprendere il dialogo con i rappresentanti del Dalai Lama finché la sua guida lungimirante è ancora in vita.
L’appello è rivolto anche alla stampa e alla politica italiana affinché interrompano quello che viene definito un “silenzio complice e vergognoso”. Si richiede inoltre la fine immediata dello sfruttamento minerario selvaggio e la salvaguardia dell’identità nazionale tibetana.
Per maggiori dettagli sulle ragioni della protesta e l’elenco completo delle sigle aderenti, si prega di consultare il documento PDF allegato.
Contatti: Comunità Tibetana in Italia ETS Sito: www.comunitatibetana.org Email: info@comunitatibetana.org

